Visita alla cittadella che verrà
Saraburi - Viaggio nel futuro. Andata e ritorno. Direzione nord, lasciando Bangkok.
Vicino all’autostrada, la sede della Saint John’s University, dove nel 1997 venne conferita a Chiara Lubich la laurea in Scienze delle comunicazioni sociali. Si costeggia il vecchio aeroporto internazionale e si prosegue per 140 chilometri fino ad arrivare alla piccola località di Saraburi.
Il paesaggio si fa leggermente collinoso, la vegetazione rigogliosa. Si lascia l’autostrada e subito si entra in un’ampia area curata. I terreni sono divisi in grandi lotti, qualche costruzione è in corso di realizzazione, ma è solo un anticipo di quello che sarà.
Un breve tratto sterrato conduce ad un obiettivo futuro dei Focolari in questa terra: una cittadella thai, come era nei sogni della fondatrice. Uno striscione dà il benvenuto a Maria Voce e a Giancarlo Faletti. Bandierine colorate e alcuni aquiloni fanno da corona alla gioia di chi sta vivendo un giorno memorabile, atteso da tempo.
I 14 ettari di terreno sono il dono di una famiglia cattolica. La natura saluta con fiori colorati, un laghetto con pesci e gamberetti è ai minimi termini per la stagione secca, mentre oltre, in salita, alberi di alto fusto offrono generosi la loro ombra. Proprio qui e’ previsto un centro di accoglienza per monaci buddhisti, espressione della crescente collaborazione tra Focolari e monaci loro amici.
Il trionfo della natura è garantito anche per l’avvenire. Il terreno infatti confina con un parco nazionale, dove vivono varie specie animali, dai daini ai cinghiali. In mezzo ad un prato viene mostrata alla presidente una sorta di mappa del tesoro, un progetto di massima della possibile cittadella: qui la chiesa – indica un braccio teso –, lì la sala per incontri e così via.
Con gli occhi della fede – che qui è solida – chi illustra fa vedere le caratteristiche dell’albero. In realtà, c’è solo un seme. Due abitazioni ad un piano dal tetto marrone sono il presente. Un presente sostenuto da un indomito gruppetto di persone, compresa una coppia di volontari tedeschi. Ammette una focolarina che qui lavora: “E’ come la papaya. Senza pianto non cresce”.
“Anche a me piace l’avventura – riconosce Maria Voce –, ma deve diventare impegno e poi ancora amore. E nell’amore non si deve perdere il senso dell’avventura”. Allora, avanti tutta. “La Thailandia e i Paesi limitrofi costituiscono una realtà varia, bella e preziosa del mondo focolarino. Insieme potete mettervi al servizio di tutti questi popoli. Questa ricchezza fa vedere che è giunta l’ora della cittadella”.
Potete immaginare, anzi, non potete immaginare la gioia dei presenti. Per cui all’ormai storica e consolidata cittadella filippina di Tagaytay si affiancherà adesso un secondo polo per l’Asia, con l’identica finalità di centro di formazione e di testimonianza, nonché di dialogo interreligioso, come Chiara Lubich aveva indicato.
“Tutto è da sviluppare, ma già da subito questo luogo può essere una calamita per tanti – ha incoraggiato la presidente –. Se Gesù vive in mezzo a voi, lui attira”.
Paolo Lòriga


Carissimi Emmaus e Giancarlo. Seguo con moltissimo interesse il vostro viaggio in Asia. E’ una cosa meravigliosa sentire le bellissime notizie, la presenza viva di Chiara che vi segue, l’unità che da voi due emana con vera potenza. Questa è la più bella testimonianza che Chiara non è morta ma vive tra voi e tra tutti noi che vi seguiamo.
Assicuro la mia/nostra unità e ringrazio per tutto quanto ci arriva… Marco e tutti del mio focolare.
*Nota: Marco Tecilla è il primo focolarino.
Che gioia vivere perché questa cittadella cresca velocemente, questo ci incoraggia per “lavorare” in modo più spedito per il dialogo interreligioso.
E veramente bellissimo, avere queste notizie…. Sembra che stiamo vivendo momenti storici, che mettono radici profonde per fruttificare nel tempo….
Grazie Emmaus!
Sono andata anche a vedere le foto di questo limk (non so se si dice così).
Tutte bellissime.
Mi ha “fermata” sul fiore che fa da sfondo: girasole, sole forse fatto in tecnica mista con acrilico, tempera, gessetti… non so.
Ho cantato col cuore: “risplende il sole nel mio cuore perchè… Ricordate? quelli un po’ anziani come me forse sì.
Grazie. E che il sole risplenda sempre: nella gioia, nel dolore, nella salute, nella malattia….
Che gioia leggere il messaggio di Marco! Ma anche quello degli altri! Mi sono guardata le foto con gioia e interesse e a me quel sole dietro ad Emmaus e a Giancarlo sembrava l’immagine della volontà di Dio diversa su ciascuno di noi ma anche tutta proveniente dallo stesso sole: Dio-Amore. Quanta gratitudine in cuore!…